Articoli di Giovanni Papini

1904


in "I discorsi degli altr":
Rabbie e sciocchezze democristiane

Pubblicato su: Il Regno, anno I, fasc. 21, p. 10
Data: 17 aprile 1904




pag. 10



   I democratici cristiani della murriana Cultura Sociale si sono arrabbiati per il mio articolo contro di loro. Era naturalissimo ed era, aggiungerò, nelle mie previsioni e nelle mie intenzioni. Ma non avrei mai pensato che mi fossero venuti così caritatevolmente in aiuto, riproducendo il mío articolo quasi por intero, dandogli così diffusione tra quelli per i quali era fatto, e aggiungendovi alcuni piacevoli e profittevoli commenti che confermano stranamente quello che io affermavo nel carattere essenzialmente contraddittorio del loro partito.
   Cominciano, veramente, con degli spropositi, ma bisogna perdonarli a dei giovanotti che hanno bisogno della Cultura per andare innanzi. Cominciano col dire per esempio che il Regno è l'organo della filosofia nietzschiana in Italia e indicano con raccapriccio come nostro maestro il «pazzo di Weimar.» Ora sia o non sia pazzo il Nietzsche nei suoi pensieri, il fatto è che non è nostro maestro, e che ci sono tra noi alcuni che non hanno letto di lui neppure un libro intero. Noi siamo soprattutto nazionalisti-borghesi, cioè difendiamo degli interessi collettivi, precisamente come ì democratici difendono quelli del popolo, e non abbiamo niente a vedere collo «sconfinato egoismo» e colla «filosofia individualistica». Col Nietzsche abbiamo in comune l'avversione al socialismo, ma questa è comune anche, almeno a parole, ai democratici cristiani, ai quali, colla stessa ragione che a noi, si potrebbe dare il Nietzsche per maestro. Ma proprio a proposito del filosofo tedesco cominciano le contraddizioni. Il Nietzsche ha combattuto anche la Chiesa (come ci apprendono, di seconda mano, i democratici) e d'altra parte il mio articolo, dicono loro, sembra uscito dall'Unità cattolica o dalla Verona fedele, cioè da giornali che io non leggo mai, ma che so cattolici e approvati dalla Chiesa.
   Come concilia, il signor p. a. la mia ispirazione nietzschiana colla mia attitudine cattolica?
   Questi signori accusano anche il Regno di essere fatto da brutali negatori «d'ogni vita spirituale e interiore» (p. 106) ma commettono l'imperdonabile imprudenza di stampare nella pagina seguente il mio articolo, nel quale io accuso precisamente loro di non cercare di portar gli Italiani «fuori da quel cerchio di indifferenza e d'ostilità nel quale vivono rispetto ai grandi misteri del mondo e dell'anima» e di non avere, loro stessi, «un interesse profondo per le cose dello Spirito e i pensamenti divini». (p. 107) Io li credevo, in verità, più abili!
   Quando si vuol accusare non si riproducono come documenti giustificativi precisamente le prove del contrario!
   L'articolo è intitolato Alleanze spontanee e forse vuol accennare a una nostra fantastica alleanza coi clericali. Ora noi abbiamo proclamato nel nostro programma il rispetto alla religione e abbiamo tutti molta ammirazione per la grande e sapiente organizzazione della Chiesa cattolica, ma non abbiamo in animo nessuna alleanza coi cattolici vecchi o nuovi, considerati come partito politico.
   Piuttosto la Cultura Sociale ci rivela ancora meglio una alleanza ben stretta e veramente naturale e spontanea: quella della sciocchezza e dell'equivoco colla democrazia cristiana.


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